We are here Venice contribuisce al Piano Nazionale di Ripristino della Natura, sulla base dell'esperienza WaterLANDS
WahV contribuisce al Piano Nazionale di Ripristino della Natura
We are here Venice (WahV) ha contribuito al processo di consultazione ufficiale relativo al Piano italiano di Ripristino della Natura, collegato al Regolamento europeo sul ripristino della natura (UE) 2024/1991, volto al recupero degli ecosistemi degradati. Entrato in vigore nel 2024, il regolamento mira a contrastare la perdita di biodiversità e i cambiamenti climatici fissando obiettivi giuridicamente vincolanti per ripristinare il 20% delle aree dell’UE entro il 2030 e quasi tutti gli ecosistemi che necessitano di ripristino entro il 2050.
La consultazione, coordinata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), ha invitato le parti interessate a proporre o valutare misure concrete di ripristino da includere nel piano nazionale. L’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) sta fornendo supporto a queste attività.
Per WahV, questa è stata l’occasione per presentare, a livello di politica nazionale, le conoscenze e l’esperienza sul campo accumulate nel corso di anni di attività di ripristino delle barene, sviluppate nell’ambito del progetto WaterLANDS di Horizon 2020 (G.A. 101036484). WahV ha testato, monitorato e perfezionato approcci basati sulla natura per il ripristino delle barene ricostruite in termini di funzionalità ecologica, lavorando in stretta collaborazione con l’Autorità per la Laguna (ALV), l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale (AdSPMAS), la Regione Veneto e altri soggetti chiave. Un riferimento specifico a questo lavoro nel Piano nazionale di ripristino della natura sosterrà gli sforzi in corso per attrarre le risorse necessarie al potenziamento delle azioni volte a migliorare lo stato ecologico e l’estensione complessiva delle barene, a partire dalla laguna centrale. WahV ha formulato due raccomandazioni distinte ai sensi dell’articolo 4 del Regolamento sul ripristino della natura: il ripristino degli ecosistemi terrestri, costieri e d’acqua dolce. L’area interessata ricade interamente all’interno dei siti Natura 2000, secondo le direttive Habitat e Uccelli. Le misure specifiche sono descritte brevemente di seguito.
Misura n. 1: mantenimento e miglioramento delle barene ricostruite esistenti
Questa misura si concentra sull’adozione di soluzioni basate sulla natura per migliorare la morfologia e limitare l’erosione del patrimonio esistente di barene ricostruite. La misura risponde a un problema evidenziato dal sito d'azione WaterLANDS : le aree ricostruite spesso non presentano la differenziazione morfologica necessaria a favorire il drenaggio, il ricircolo e il conseguente sviluppo della copertura vegetale e della biodiversità, elementi essenziali per la loro autosufficienza – la caratteristica distintiva delle barene naturali. Senza una gestione attiva, queste zone rimangono esposte all’erosione, sono lente a sviluppare i canali di marea (ghebi) che strutturano una laguna sana e rischiano di avere una copertura vegetale limitata e una scarsità di specie indicatrici, che sono parte integrante della funzionalità ecologica. La laguna centrale ospita un’alta concentrazione di barene ricostruite che sono vulnerabili all’erosione.
Basandosi sul kit di strumenti di ripristino sviluppato nell’ambito del progetto WaterLANDS, la misura propone di potenziare tre interventi complementari: strutture su larga scala a forma di fascine di sterpaglie disposte a nido d’ape per favorire l’accumulo di sedimenti e smorzare l’energia delle onde e delle maree lungo i margini esposti; aperture accuratamente posizionate ricavate tra i pali, con rivestimento in geotessile e riempimento perimetrale, per stimolare lo sviluppo spontaneo di canali di marea e introdurre una maggiore diversità nella morfologia della palude; e la propagazione e la piantumazione di piantine di alofite autoctone, tra cui Puccinellia festuciformis, Limonium narbonense, Juncus maritimus, Aster tripolium, Halimione portulacoides, Limbarda crithmoides e specie di Salicornia, coltivate da semi raccolti all’interno della stessa laguna, per stabilizzare i sedimenti e rafforzare la resilienza.
Alla base di tutto ciò vi è un programma di monitoraggio che tiene traccia di indicatori morfologici ed ecologici selezionati, confrontandoli con parametri di riferimento tratti dalla ricerca sulle paludi salmastre naturali. Nell’ambito di questa misura viene proposta una strategia di gestione adattativa per far fronte all’innalzamento del livello del mare e ad altri impatti climatici che superano la resilienza intrinseca delle dinamiche delle barene. Gli strumenti a supporto di tale strategia sono in fase di sviluppo da parte di WaterLANDS, in consultazione con le autorità pubbliche rappresentate nel comitato direttivo dei Siti d’Azione di WaterLANDS a Venezia. La misura è registrata nella tipologia NRPM_058 della Tipologia delle misure della Commissione europea (“Ripristino (miglioramento e ricostituzione) delle zone umide naturali, diverse dalle torbiere”), ed è indicata come già in fase di attuazione, con un periodo che va da agosto 2024 a giugno 2032 su una superficie stimata di 3,5 km².
La misura comprende un ampio elenco di specie bersaglio, che va dagli uccelli acquatici nidificanti e svernanti, quali il fenicottero rosa, la spatola e l’avocetta, alle falene e ad altri invertebrati associati alla vegetazione alofita lagunare, a riprova di quanto la biodiversità dipenda anche dalla salute dell’ecosistema degli habitat ricostruiti.
Misura n. 2: nuove barene ecologicamente funzionali
La seconda misura proposta da WahV riguarda l’approccio progettuale per la creazione di nuove barene ricostruite su una superficie di circa 3 km² nella parte centrale della Laguna di Venezia, all’interno degli stessi siti Natura 2000. La misura prevede il riutilizzo dei sedimenti provenienti da operazioni di dragaggio autorizzate per compensare l’estesa perdita di habitat intertidale nella laguna verificatasi negli ultimi 100 anni e per sfruttare il potenziale ecologico delle barene ricostruite al fine di migliorare la salute del sistema lagunare.
Sebbene le barene artificiali non possano riprodurre integralmente gli habitat formatisi nel corso dei tempi geologici, questa misura, fondata sulla ricerca scientifica e sulle conoscenze degli esperti, rappresenta l’opportunità per le barene riprogettate e ricostruite, unite a un adeguato monitoraggio e manutenzione, di sostenere la laguna e fornire servizi ecosistemici: stoccaggio del carbonio, miglioramento della qualità dell’acqua, produttività ittica e attenuazione dell’energia delle onde e delle correnti, tutti elementi che contribuiscono sia alla salute della laguna sia alla protezione di Venezia e del suo patrimonio.
La misura definisce inoltre un percorso finanziario che combina fondi europei, partnership tecniche e scientifiche, contributi nell’ambito della responsabilità sociale d’impresa e filantropia, riflettendo l’ambizione più ampia di WahV di rendere il ripristino della laguna non solo ecologicamente solido, ma anche finanziariamente sostenibile nel lungo termine, a partire da un riutilizzo ottimizzato dei sedimenti di dragaggio concordato con l’Autorità Portuale.
Nel loro insieme, le due misure delineano un ciclo completo per il ripristino delle barene della laguna: mantenere vivo, funzionale e resiliente ciò che è già stato ricostruito e creare nuovi habitat dove sono andati perduti, mentre la laguna deve affrontare i cambiamenti climatici.
Parte di un movimento più ampio per il ripristino della natura
Il coinvolgimento di WahV nella consultazione sul Piano di Ripristino della Natura non è un’iniziativa isolata. WahV è partner dell’IUCN, l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, e membro della RIRE, la Rete Italiana per il Ripristino Ecologico (RIRE), che è stata attiva nel promuovere e plasmare il dibattito nazionale sull’attuazione del Regolamento UE sul ripristino della natura. Attraverso la RIRE, WahV entra a far parte di una comunità in crescita di organizzazioni italiane che sostengono misure di ripristino ambiziose e basate su dati concreti in tutti gli ecosistemi del Paese.
Contribuendo al PNR con misure concrete e collaudate sul campo, WahV spera di contribuire a garantire che le lezioni apprese nella Laguna di Venezia – in materia di progettazione economicamente efficiente, riutilizzo dei sedimenti, monitoraggio adattivo e collaborazione pubblico-privata – confluiscano direttamente nella politica nazionale, a sostegno di una laguna più resiliente ed ecologicamente funzionale per gli anni a venire.
Per saperne di più sul lavoro di ripristino di WahV nella Laguna di Venezia e sul progetto WaterLANDS, visita il sito waterlands.eu.
Note:
Immagine in copertina: Cartello WaterLANDS con due esemplari di pettegola. Foto di Alessandro Sartori.
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